08/04: RESISTENZA FROCIA!!!
SUI FATTI DI ROMA,
O DELLA CONTESTAZIONE FROCIA A BERTINOTTI
Apprendiamo che durante il recente comizio tenuto a Bologna, Fausto Bertinotti ha raccontato che lui riconosce il confronto e anche il dissenso, ma che al "Mario Mieli" e' stato contestato "troppo duramente".
Non invocheremo qui per l'ennesima volta la frase maoista secondo la quale "la rivoluzione non e' un pranzo di gala", ma siamo costrett* a farlo, a meno che il "compagno" ritenga che I suoi comizi non siano rivoluzioni, ma altresi' pranzi di gala, pranzi dove si mangiano gli elettori fessi fatti arrosto.
La contestazione fatta dai nostri due commando non voleva essere neppure tale, ma semplicemente una banale forse, retorica sicuramente, non aspettandoci alcuna risposta concreta, ma assolutamente necessaria LISTA DI DOMANDE.
Se per poter porre 10 domande, e non ci e' stato nemmeno concesso farlo, bisogna arrivare alla "contestazione dura", e se questo e' qualcosa di riprovevole, lo lasciamo all'analisi di tuttele menti libere, frocie e non, che saranno in grando di giudicare al di la' di appartenenze granitiche e condizionamenti ideologici.
La frase di un giornalista che interrompeva l'interruzione di Helena Velena alla conferenza stampa di Bertinotti in cui parlava di tutto meno che della sua presenza in una sede del movimento LGBTQH per discutere delle questioni poste da questa comunita',
Tale frase appunto "LASCIACI LAVORARE". Mostra chiaramente come ormai la stampa, in particolar modo televisiva sia in gran parte asservita alle logiche del controllo sociale, e che invece che fare "libero giornalismo" si limiti a fare da acritico megafino ai potenti di turno.
Scopo dei giornalisti infatit e' documentare quello che succede, e non accettare acriticamente e amplificare ogni dichiarazione di comodo di parolai superesposti mediaticamente.
Queste 10 domande che siamo costrett* a rivolgere noi al politicante parolaio che si finge nostro amico e sostenitore, avrebbero dovuto essere gia' state poste da due anni almeno da tali "giornalisti", che invece hanno retto il gioco del pensiero unico, quello del "costrutto magico/ideologico".
Quello che segue e' il testo integrale del volantino da noi distribuito all'incontro con la comunita' LGBTQH intitolato "liberta' e diritti" con un Fausto Berty Not in my Name, ben poco proponso alla liberta' e decisamente disinteressato a lottare nel nome di diritti , peraltro laici, in barba alle azioni concrete, mentri continui ipocritamente a dirsi tale.
Va precisato che tolte la prima e l'ultima domanda, non necessariamente a lui diretta, e rispetto alle quali gli organizzatori dell'evento ci hanno risposto correttamente, mostrando tra l'altro un Bertinotti ancora peggiore delle aspettative (infatti se non fosse stato per l'interessamento di Saverio Aversa, il lider maximo non si sarebbe ricordato di noi NEMMENO in periodo preelettorale, tutte le altre otto domande rimangono SENZA RISPOSTA, come SENZA RISPOSTE sono rimaste anche le uniche tre domande "concesse" ai presenti, e altrettanto SENZA RISPOSTA sono rimaste persino le critiche assolutamente legittime rivoltegli dagli stessi organizzatori dell'incontro.
In particolare ci preme far notare come il ben poco "nostro" abbia dribblato alla domanda riguardante il ruolo centrale assunto nel suo partito dall'omofobo Massimo Fagioli in contraddizione al contraddittorio (e solo "simbolico") sostegno alla comunita' LGBTQH, cosi' come il tanto vantato "pacifismo nonviolento" di tale Fagioli rispetto al comportamento in Parlamento di Rifiondazione Consumista nei confronti delle attivita' a favore delle illegittime occupazioni militari italiane, liquidate con un superficiale "io non entro nel merito delle teorie psicanalitiche dei miei collaboratori".
Il tutto parla da se', e
IL SILENZIO DELLE SUE NON RISPOSTE
PARLA PIU' FORTE DI MILLE PAROLE DA PAROLAI
RESISTENZA FROCIA !!
HELENA VELENA
VOMITO ARCOBALENO
COLLETTIVO AUTONOMO LIBERTARIO "LIBERI DI AMARE"
O DELLA CONTESTAZIONE FROCIA A BERTINOTTI
Apprendiamo che durante il recente comizio tenuto a Bologna, Fausto Bertinotti ha raccontato che lui riconosce il confronto e anche il dissenso, ma che al "Mario Mieli" e' stato contestato "troppo duramente".
Non invocheremo qui per l'ennesima volta la frase maoista secondo la quale "la rivoluzione non e' un pranzo di gala", ma siamo costrett* a farlo, a meno che il "compagno" ritenga che I suoi comizi non siano rivoluzioni, ma altresi' pranzi di gala, pranzi dove si mangiano gli elettori fessi fatti arrosto.
La contestazione fatta dai nostri due commando non voleva essere neppure tale, ma semplicemente una banale forse, retorica sicuramente, non aspettandoci alcuna risposta concreta, ma assolutamente necessaria LISTA DI DOMANDE.
Se per poter porre 10 domande, e non ci e' stato nemmeno concesso farlo, bisogna arrivare alla "contestazione dura", e se questo e' qualcosa di riprovevole, lo lasciamo all'analisi di tuttele menti libere, frocie e non, che saranno in grando di giudicare al di la' di appartenenze granitiche e condizionamenti ideologici.
La frase di un giornalista che interrompeva l'interruzione di Helena Velena alla conferenza stampa di Bertinotti in cui parlava di tutto meno che della sua presenza in una sede del movimento LGBTQH per discutere delle questioni poste da questa comunita',
Tale frase appunto "LASCIACI LAVORARE". Mostra chiaramente come ormai la stampa, in particolar modo televisiva sia in gran parte asservita alle logiche del controllo sociale, e che invece che fare "libero giornalismo" si limiti a fare da acritico megafino ai potenti di turno.
Scopo dei giornalisti infatit e' documentare quello che succede, e non accettare acriticamente e amplificare ogni dichiarazione di comodo di parolai superesposti mediaticamente.
Queste 10 domande che siamo costrett* a rivolgere noi al politicante parolaio che si finge nostro amico e sostenitore, avrebbero dovuto essere gia' state poste da due anni almeno da tali "giornalisti", che invece hanno retto il gioco del pensiero unico, quello del "costrutto magico/ideologico".
Quello che segue e' il testo integrale del volantino da noi distribuito all'incontro con la comunita' LGBTQH intitolato "liberta' e diritti" con un Fausto Berty Not in my Name, ben poco proponso alla liberta' e decisamente disinteressato a lottare nel nome di diritti , peraltro laici, in barba alle azioni concrete, mentri continui ipocritamente a dirsi tale.
Va precisato che tolte la prima e l'ultima domanda, non necessariamente a lui diretta, e rispetto alle quali gli organizzatori dell'evento ci hanno risposto correttamente, mostrando tra l'altro un Bertinotti ancora peggiore delle aspettative (infatti se non fosse stato per l'interessamento di Saverio Aversa, il lider maximo non si sarebbe ricordato di noi NEMMENO in periodo preelettorale, tutte le altre otto domande rimangono SENZA RISPOSTA, come SENZA RISPOSTE sono rimaste anche le uniche tre domande "concesse" ai presenti, e altrettanto SENZA RISPOSTA sono rimaste persino le critiche assolutamente legittime rivoltegli dagli stessi organizzatori dell'incontro.
In particolare ci preme far notare come il ben poco "nostro" abbia dribblato alla domanda riguardante il ruolo centrale assunto nel suo partito dall'omofobo Massimo Fagioli in contraddizione al contraddittorio (e solo "simbolico") sostegno alla comunita' LGBTQH, cosi' come il tanto vantato "pacifismo nonviolento" di tale Fagioli rispetto al comportamento in Parlamento di Rifiondazione Consumista nei confronti delle attivita' a favore delle illegittime occupazioni militari italiane, liquidate con un superficiale "io non entro nel merito delle teorie psicanalitiche dei miei collaboratori".
Il tutto parla da se', e
IL SILENZIO DELLE SUE NON RISPOSTE
PARLA PIU' FORTE DI MILLE PAROLE DA PAROLAI
RESISTENZA FROCIA !!
HELENA VELENA
VOMITO ARCOBALENO
COLLETTIVO AUTONOMO LIBERTARIO "LIBERI DI AMARE"
DIECI DOMANDE A FAUSTO BERTINOTTI
e sono solo le primeŠŠ
Caro Faust Berty not in my name,
Sinceramente crediamo che il tempo delle polemiche sia finito, ma pure quello della fiducia incondizionata e della delega fiduciosa.
Il tuo precesso di dalemizzazione e' ormai perfettamente visibile a chiunque abbia anche solo un modesto interesse nell'ambito della politica istituzionalizzata, cosi' come il tuo impegno nei confronti della comunita' LGBTQE..
Riteniamo quindi giunto il momento di farti semplicemente delle domande.. Il tuo eventuale silenzio sara' per noi una risposta molto netta e precisa rispetto all'utilizzo di una ambigua prassi politica dai molti pesi e molte misure.
PERCHE' ti ricordi della comunita' LGBTQE solamente prima delle elezioni per poi dimenticartene completetamente durante tutto il corso della legislazione?
PERCHE' hai attribuito alla tua cosa rossa la denominazione di ARCOBALENO, rubando un simbolo MONDIALE del movimento LGBTQE, che gia' in Italia ci era stato sottratto dai pacifisti di area cattolica per ingenerare voluta confusione e depotenziare il simbolo e il movimento stesso?
PERCHE' hai invivato, prima volta nella storia della Repubblica Italiana, il Cardinal Ruini a dire messa in parlamento?
PERCHE' hai votato a favore dell'esenzione per il Vaticano dal pagamento dell'ICI, privilegio dal valore economico davvero immenso?
PERCHE' appena arrivato al governo anche in qualita' di Presidente della Camera hai bellamente dimenticato tutte le proposte di legge per la quale avevi ottenuto voti e sostegno dal movimento LGBTQE, compresi e soprattutto I PACS le proposte di legge Transgender, per poi approntare all'ultimo momento alternative ridicole, malfatte e totalmente inaccettabili?
PERCHE' sostieni Rutelli a candidato sindaco di Roma, che malissimo si e' comportato con la nostra comunita' dall'epoca del Wold Pride in poi, piuttosto che sostenere Grillini, candidato gay a tutto tondo?
Forse perche' devi a Rutelli il favore di averti concesso il posto di Presidente della Camera al prezzo della cancellazione di tutte le istanze LGBTQE per non scontentare le aspettative del Vaticano?
PERCHE' sostieni e difendi Massimo Fagioli, notorio omofobo convinto che l'omosessualita' sia una malattia da curarsi, al punto di difendere I suoi sproloqui su Left determinando la cacciata del neonominato direttore Giulietto Chiesa a Fagioli ostile, e la conseguente fuoriuscita dalla redazione di rispettati giornalisti del calibro di Marco Travaglio, Vauro, Adalberto Minucci, Nando Dalla Chiesa?
PERCHE' nonostante l'influenza piu' volte ammessa del pensiero pacifista e nonviolento dell'omofobo Fagioli di cui hai permeato il partito, hai comunque votato a favore del mantenimento del contingente italiano in Afghanistan e addirittura all'aumento del budget per forniture militari?
PERCHE' offri sempre la tua solidarieta' a tutti potenti contestati (siano Ferrara, Ratzinger, tu stesso alla Sapienza o divere volte da una parte del movimento LGBTQE) da chi non ha voce alcuna e si puo' esprimersi solamnente tramite il dissenso pacifico, che tu definisci invece VIOLENZA ?
Proprio a te va ricordato che "la Rivoluzione non e' un Pranzo di Gala" ??
PERCHE' a questo convegno NAZIONALE del movimento LGBTQE organizzato in sordina di venerdi' pomeriggio invece che sabato sono stati invitati solo Arcigay, Arcilesbica, Circolo Mario Mieli e Mit e NON TUTTI gli altri collettivi e associazioni della galassia LGBTQE, estremamente numerosa e variegata e difficilmente controllabile in termini di consenso di massa?
Facciamo queste domande a te, in qualita' di LIDER MAXIMO di Rifondazione Comunista e ora anche di questa "cosa rossa" che vorresti egemonizzare e trasformare sotto il tuo totale dominio, nell'unico partito di SINISTRA a tutti gli effetti approfittando del vuoto lasciato dai DS.
E le rivolgiamo direttamente a te, e non ai partiti tutti della cosa rossa "arcobaleno" in cui militano molt* brav compagn*, perche' riteniamo la tua machiavellica e ambigua politica per l'affermazione personale a qualsiasi costo, responsabile principale del non ottenimento di diritto alcuno da parte della comunita' LGBTQE durante il tuo periodo di permanenza ai vertici del governo.
RESISTENZA FROCIA,
NESSUNA FIDUCIA IN FAUSTO BERTINOTTI
Helena Velena
Vomito Arcobaleno
TransGENDER interNATIONal
E molte individualita' frociabbestia che hanno deciso di non far piu' parte del consenso silenzioso al pensiero unico diffuso anche nella comunita' LGBTQE
e sono solo le primeŠŠ
Caro Faust Berty not in my name,
Sinceramente crediamo che il tempo delle polemiche sia finito, ma pure quello della fiducia incondizionata e della delega fiduciosa.
Il tuo precesso di dalemizzazione e' ormai perfettamente visibile a chiunque abbia anche solo un modesto interesse nell'ambito della politica istituzionalizzata, cosi' come il tuo impegno nei confronti della comunita' LGBTQE..
Riteniamo quindi giunto il momento di farti semplicemente delle domande.. Il tuo eventuale silenzio sara' per noi una risposta molto netta e precisa rispetto all'utilizzo di una ambigua prassi politica dai molti pesi e molte misure.
PERCHE' ti ricordi della comunita' LGBTQE solamente prima delle elezioni per poi dimenticartene completetamente durante tutto il corso della legislazione?
PERCHE' hai attribuito alla tua cosa rossa la denominazione di ARCOBALENO, rubando un simbolo MONDIALE del movimento LGBTQE, che gia' in Italia ci era stato sottratto dai pacifisti di area cattolica per ingenerare voluta confusione e depotenziare il simbolo e il movimento stesso?
PERCHE' hai invivato, prima volta nella storia della Repubblica Italiana, il Cardinal Ruini a dire messa in parlamento?
PERCHE' hai votato a favore dell'esenzione per il Vaticano dal pagamento dell'ICI, privilegio dal valore economico davvero immenso?
PERCHE' appena arrivato al governo anche in qualita' di Presidente della Camera hai bellamente dimenticato tutte le proposte di legge per la quale avevi ottenuto voti e sostegno dal movimento LGBTQE, compresi e soprattutto I PACS le proposte di legge Transgender, per poi approntare all'ultimo momento alternative ridicole, malfatte e totalmente inaccettabili?
PERCHE' sostieni Rutelli a candidato sindaco di Roma, che malissimo si e' comportato con la nostra comunita' dall'epoca del Wold Pride in poi, piuttosto che sostenere Grillini, candidato gay a tutto tondo?
Forse perche' devi a Rutelli il favore di averti concesso il posto di Presidente della Camera al prezzo della cancellazione di tutte le istanze LGBTQE per non scontentare le aspettative del Vaticano?
PERCHE' sostieni e difendi Massimo Fagioli, notorio omofobo convinto che l'omosessualita' sia una malattia da curarsi, al punto di difendere I suoi sproloqui su Left determinando la cacciata del neonominato direttore Giulietto Chiesa a Fagioli ostile, e la conseguente fuoriuscita dalla redazione di rispettati giornalisti del calibro di Marco Travaglio, Vauro, Adalberto Minucci, Nando Dalla Chiesa?
PERCHE' nonostante l'influenza piu' volte ammessa del pensiero pacifista e nonviolento dell'omofobo Fagioli di cui hai permeato il partito, hai comunque votato a favore del mantenimento del contingente italiano in Afghanistan e addirittura all'aumento del budget per forniture militari?
PERCHE' offri sempre la tua solidarieta' a tutti potenti contestati (siano Ferrara, Ratzinger, tu stesso alla Sapienza o divere volte da una parte del movimento LGBTQE) da chi non ha voce alcuna e si puo' esprimersi solamnente tramite il dissenso pacifico, che tu definisci invece VIOLENZA ?
Proprio a te va ricordato che "la Rivoluzione non e' un Pranzo di Gala" ??
PERCHE' a questo convegno NAZIONALE del movimento LGBTQE organizzato in sordina di venerdi' pomeriggio invece che sabato sono stati invitati solo Arcigay, Arcilesbica, Circolo Mario Mieli e Mit e NON TUTTI gli altri collettivi e associazioni della galassia LGBTQE, estremamente numerosa e variegata e difficilmente controllabile in termini di consenso di massa?
Facciamo queste domande a te, in qualita' di LIDER MAXIMO di Rifondazione Comunista e ora anche di questa "cosa rossa" che vorresti egemonizzare e trasformare sotto il tuo totale dominio, nell'unico partito di SINISTRA a tutti gli effetti approfittando del vuoto lasciato dai DS.
E le rivolgiamo direttamente a te, e non ai partiti tutti della cosa rossa "arcobaleno" in cui militano molt* brav compagn*, perche' riteniamo la tua machiavellica e ambigua politica per l'affermazione personale a qualsiasi costo, responsabile principale del non ottenimento di diritto alcuno da parte della comunita' LGBTQE durante il tuo periodo di permanenza ai vertici del governo.
RESISTENZA FROCIA,
NESSUNA FIDUCIA IN FAUSTO BERTINOTTI
Helena Velena
Vomito Arcobaleno
TransGENDER interNATIONal
E molte individualita' frociabbestia che hanno deciso di non far piu' parte del consenso silenzioso al pensiero unico diffuso anche nella comunita' LGBTQE
LIBERTA' E DIRITTI
>
>FAUSTO BERTINOTTI E LA COMUNITA' GLBTQ
>
>Roma 4 aprile, ore 16.30- Circolo "Mario Mieli"-Via Efeso 2A
>
>"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla
>legge" così dice la nostra Costituzione ma di fatto non è così. Le persone
>gay, lesbiche, bisessuali, trans/gender e queer (glbtq) hanno eguali doveri
>ma non hanno ancora gli stessi diritti.
>La Sinistra l'Arcobaleno ha nel suo Dna i temi della laicità, dei diritti
>civili, del riconoscimento delle differenze ovvero la pari dignità degli
>orientamenti sessuali e delle identità di genere. L'autodeterminazione delle
>
>donne nella procreazione fa parte della nostra idea di civiltà e per questo
>riteniamo che la legge 194 va difesa ed applicata e che è indispensabile una
>
>nuova legge sulla fecondazione assistita che sostituisca la legge 40.
>Vogliamo il riconoscimento pubblico delle coppie di fatto, l'uguaglianza
>sostanziale dei diritti delle persone lesbiche, gay e transessuali, con
>l'approvazione di leggi che non si limitano alle coppie di fatto ma con
>proposte in linea con i Paesi europei più avanzati. E' necessario introdurre
>
>norme che perseguano tutte le forme di discriminazione basate
>sull'orientamento sessuale e l'identità di genere e che prevedano la
>rettificazione del nome e del sesso anagrafico senza ricorrere
>all'intervento chirurgico di riconversione del sesso.
>La Sinistra l'Arcobaleno ha posizioni molto chiare e condivise dal movimento
>
>e dalla comunità glbtq ma è indispensabile continuare a costruire insieme un
>
>percorso che renda più incisive le richieste per il riconoscimento dei
>diritti di cittadinanza, per reali pari dignità e pari opportunità. Questo
>percorso dovrà condurre all'approvazione delle leggi più idonee senza però
>tralasciare interventi mirati a promuovere nelle scuole, ma anche sui posti
>di lavoro, incontri e corsi di educazione alla sessualità e di prevenzione
>dell'omofobia.
>Abbiamo deciso di dedicare un'intera giornata a "Libertà e diritti" con una
>
>serie di iniziative in tutta Italia.
>Ti invitiamo a Roma, il 4 aprile alle ore 16.30, ad un incontro con Fausto
>Bertinotti per discutere, ancora una volta, insieme. Il luogo
>dell'appuntamento è la sede del circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli"
>
>che quest'anno compie 25 anni di attività. Saranno presenti anche Porpora
>Marcasciano del Mit, Aurelio Mancuso di Arcigay, Francesca Polo di
>Arcilesbica e Rossana Praitano del Mieli.
>
>Cordialmente.
>Saverio Aversa
>la Sinistra l'Arcobaleno
Non c'e che dire, nel senso che non c'e nulla da
dire che gia' non si sappia, o meglio nulla di
dire che non sia di una banalita' sconcertante
davanti a comportamenti che non solo sono banali,
ovvi, prevedibili, ma anche di una squallidita'
che neppure berlusconi....
In pratica il Berty not in my name si fa sentire
solo prima delle elezioni, e fa promesse che poi
non manterra'.
E se non le ha mantenute quando stava al governo,
che potrra' mantenere/fare ora che non solo
stara' all'opposizione, ma sostanzialòmente anche
all'opposizione dell'opposizione, cioe' del PD?
Chiacchiere, panzane, giochi di potere...
Niente di piu' mafioso, misogino, maschilista...
Pero' lui ci prova, imperterrito, a fotterei
fessi, perche' di fessi ce ne sono tanti, e
perche' a quanto pare gli omosessuali, in
mancanza di inculate reali e godimentose, anelano
anche quelle virtuali, in cui invece c'e' ben
poco da godere...
Contenti loro, NON CONTENTI NOI....
NO PASARAN!!!!!
RESISTENZA FROCIA!!!!
Helena Velena
>
>FAUSTO BERTINOTTI E LA COMUNITA' GLBTQ
>
>Roma 4 aprile, ore 16.30- Circolo "Mario Mieli"-Via Efeso 2A
>
>"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla
>legge" così dice la nostra Costituzione ma di fatto non è così. Le persone
>gay, lesbiche, bisessuali, trans/gender e queer (glbtq) hanno eguali doveri
>ma non hanno ancora gli stessi diritti.
>La Sinistra l'Arcobaleno ha nel suo Dna i temi della laicità, dei diritti
>civili, del riconoscimento delle differenze ovvero la pari dignità degli
>orientamenti sessuali e delle identità di genere. L'autodeterminazione delle
>
>donne nella procreazione fa parte della nostra idea di civiltà e per questo
>riteniamo che la legge 194 va difesa ed applicata e che è indispensabile una
>
>nuova legge sulla fecondazione assistita che sostituisca la legge 40.
>Vogliamo il riconoscimento pubblico delle coppie di fatto, l'uguaglianza
>sostanziale dei diritti delle persone lesbiche, gay e transessuali, con
>l'approvazione di leggi che non si limitano alle coppie di fatto ma con
>proposte in linea con i Paesi europei più avanzati. E' necessario introdurre
>
>norme che perseguano tutte le forme di discriminazione basate
>sull'orientamento sessuale e l'identità di genere e che prevedano la
>rettificazione del nome e del sesso anagrafico senza ricorrere
>all'intervento chirurgico di riconversione del sesso.
>La Sinistra l'Arcobaleno ha posizioni molto chiare e condivise dal movimento
>
>e dalla comunità glbtq ma è indispensabile continuare a costruire insieme un
>
>percorso che renda più incisive le richieste per il riconoscimento dei
>diritti di cittadinanza, per reali pari dignità e pari opportunità. Questo
>percorso dovrà condurre all'approvazione delle leggi più idonee senza però
>tralasciare interventi mirati a promuovere nelle scuole, ma anche sui posti
>di lavoro, incontri e corsi di educazione alla sessualità e di prevenzione
>dell'omofobia.
>Abbiamo deciso di dedicare un'intera giornata a "Libertà e diritti" con una
>
>serie di iniziative in tutta Italia.
>Ti invitiamo a Roma, il 4 aprile alle ore 16.30, ad un incontro con Fausto
>Bertinotti per discutere, ancora una volta, insieme. Il luogo
>dell'appuntamento è la sede del circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli"
>
>che quest'anno compie 25 anni di attività. Saranno presenti anche Porpora
>Marcasciano del Mit, Aurelio Mancuso di Arcigay, Francesca Polo di
>Arcilesbica e Rossana Praitano del Mieli.
>
>Cordialmente.
>Saverio Aversa
>la Sinistra l'Arcobaleno
Non c'e che dire, nel senso che non c'e nulla da
dire che gia' non si sappia, o meglio nulla di
dire che non sia di una banalita' sconcertante
davanti a comportamenti che non solo sono banali,
ovvi, prevedibili, ma anche di una squallidita'
che neppure berlusconi....
In pratica il Berty not in my name si fa sentire
solo prima delle elezioni, e fa promesse che poi
non manterra'.
E se non le ha mantenute quando stava al governo,
che potrra' mantenere/fare ora che non solo
stara' all'opposizione, ma sostanzialòmente anche
all'opposizione dell'opposizione, cioe' del PD?
Chiacchiere, panzane, giochi di potere...
Niente di piu' mafioso, misogino, maschilista...
Pero' lui ci prova, imperterrito, a fotterei
fessi, perche' di fessi ce ne sono tanti, e
perche' a quanto pare gli omosessuali, in
mancanza di inculate reali e godimentose, anelano
anche quelle virtuali, in cui invece c'e' ben
poco da godere...
Contenti loro, NON CONTENTI NOI....
NO PASARAN!!!!!
RESISTENZA FROCIA!!!!
Helena Velena
Il papa alla Sapienza, protesta dei fisici: “Nemico di Galileo, non venga a parlare”
ROMA - “Benedetto XVI non deve entrare all’Università La Sapienza”. Il vade retro viene da un nutrito gruppo di docenti e studenti dell’ateneo più antico d’Europa e apre un nuovo fronte laici-cattolici. Il rischio è che giovedì prossimo, quando è in programma un discorso del Papa - terzo pontefice in visita all’ateneo - vada in scena una clamorosa contestazione, un sit-in antipapalino all’ombra delle Minerva. La parola d’ordine è: “Non vogliamo Ratzinger nel tempio della conoscenza perché è troppo reazionario”.
L’alzata di scudi laica era stata preannunciata giovedì da una lettera ai vertici dell’università che hanno invitato, il 17 gennaio, papa Ratzinger ad inaugurare l’anno accademico 2007-08, il 705° dalla fondazione. Sessantasette docenti, tra cui tutti i più noti fisici dell’ateneo, hanno firmato un appello (pubblicato scorso su Repubblica) perché “quell’invito sconcertante”, così lo hanno definito, venga revocato.
Il messaggio anti Ratzinger è stato spedito direttamente al rettore Renato Guarini: “Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un’intollerabile affermazione di Feyerabend: “Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto”". Una frase che ha fatto sobbalzare il gruppo di scienziati che ora fa la fronda alla visita di Benedetto XVI. E che si dicono “indignati in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze. Quelle parole ci offendono e ci umiliano. E in nome della laicità della scienza auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato”.
La risposta del rettore Guarini? Un invito alla tolleranza e nessuna marcia indietro. “Al di là delle divergenze di opinioni - dice - bisogna accogliere Benedetto XVI come un uomo di grande cultura e di profondo pensiero filosofico, come messaggero di pace e di quei valori etici che tutti condividiamo”. Così la cerimonia è stata confermata, e sarà divisa in due parti: la lectio magistralis tenuta da Mario Caravale, docente di storia del diritto, che parlerà della pena di morte, poi gli interventi del ministro dell’Università Fabio Mussi e del sindaco di Roma Walter Veltroni. Poi il discorso di Benedetto XVI. Alla fine, tutti in cappella.
Ma la vigilia potrebbe diventare “pesante”. Dopo i professori anche gli studenti promettono che non resteranno a guardare. Annunciano che faranno un sit-in contro “l’oscurantismo” di Benedetto XVI, terzo papa in visita alla Sapienza dopo Paolo VI nel 1964 e Giovanni Paolo II nel 1991. “Non capiamo per quale motivo il Papa debba prendere parte alla cerimonia” sottolinea Michele Iannuzzi della Rete per l’Autoformazione. E centinaia di studenti delle università romane già fanno sapere che nei prossimi giorni si daranno appuntamento sotto la statua della Minerva, simbolo del sapere e della conoscenza. Già mercoledì organizzeranno cortei, campagne di comunicazione e daranno vita a “gesti eclatanti” per coinvolgere il maggior numero di studenti in quella che vuole essere “una vera e propria lotta contro l’ingerenza del pontefice nelle istituzioni italiane”.
Clima di mobilitazione anche tra i docenti. Andrea Frova, docente di Fisica generale, è tra coloro che hanno partecipato alla stesura della lettera: “L’invito è una scelta inopportuna e vergognosa e non è sufficiente che il Papa non tenga più la lectio magistralis, come avevano deciso all’inizio. È solo un maquillage fatto anche piuttosto male. Si tratta di un capo di stato straniero ed inoltre il capo della Chiesa cattolica. E noi che abbiamo dedicato tutta la vita alla scienza non ci sentiamo di ascoltare, a casa nostra, una voce autorevole che condanna di nuovo Galileo”. Un altro dei firmatari più attivi è Carlo Cosmelli, docente di Fisica: “Le accuse anti-scienza che il Papa ha lanciato da cardinale le ha ribadite anche nella sua ultima enciclica. Lui è convinto che, quando la verità scientifica entra in contrasto con la verità rivelata, la prima deve fermarsi. Una cosa del genere in una comunità scientifica non può essere accettata”.
ROMA - “Benedetto XVI non deve entrare all’Università La Sapienza”. Il vade retro viene da un nutrito gruppo di docenti e studenti dell’ateneo più antico d’Europa e apre un nuovo fronte laici-cattolici. Il rischio è che giovedì prossimo, quando è in programma un discorso del Papa - terzo pontefice in visita all’ateneo - vada in scena una clamorosa contestazione, un sit-in antipapalino all’ombra delle Minerva. La parola d’ordine è: “Non vogliamo Ratzinger nel tempio della conoscenza perché è troppo reazionario”.
L’alzata di scudi laica era stata preannunciata giovedì da una lettera ai vertici dell’università che hanno invitato, il 17 gennaio, papa Ratzinger ad inaugurare l’anno accademico 2007-08, il 705° dalla fondazione. Sessantasette docenti, tra cui tutti i più noti fisici dell’ateneo, hanno firmato un appello (pubblicato scorso su Repubblica) perché “quell’invito sconcertante”, così lo hanno definito, venga revocato.
Il messaggio anti Ratzinger è stato spedito direttamente al rettore Renato Guarini: “Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un’intollerabile affermazione di Feyerabend: “Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto”". Una frase che ha fatto sobbalzare il gruppo di scienziati che ora fa la fronda alla visita di Benedetto XVI. E che si dicono “indignati in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze. Quelle parole ci offendono e ci umiliano. E in nome della laicità della scienza auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato”.
La risposta del rettore Guarini? Un invito alla tolleranza e nessuna marcia indietro. “Al di là delle divergenze di opinioni - dice - bisogna accogliere Benedetto XVI come un uomo di grande cultura e di profondo pensiero filosofico, come messaggero di pace e di quei valori etici che tutti condividiamo”. Così la cerimonia è stata confermata, e sarà divisa in due parti: la lectio magistralis tenuta da Mario Caravale, docente di storia del diritto, che parlerà della pena di morte, poi gli interventi del ministro dell’Università Fabio Mussi e del sindaco di Roma Walter Veltroni. Poi il discorso di Benedetto XVI. Alla fine, tutti in cappella.
Ma la vigilia potrebbe diventare “pesante”. Dopo i professori anche gli studenti promettono che non resteranno a guardare. Annunciano che faranno un sit-in contro “l’oscurantismo” di Benedetto XVI, terzo papa in visita alla Sapienza dopo Paolo VI nel 1964 e Giovanni Paolo II nel 1991. “Non capiamo per quale motivo il Papa debba prendere parte alla cerimonia” sottolinea Michele Iannuzzi della Rete per l’Autoformazione. E centinaia di studenti delle università romane già fanno sapere che nei prossimi giorni si daranno appuntamento sotto la statua della Minerva, simbolo del sapere e della conoscenza. Già mercoledì organizzeranno cortei, campagne di comunicazione e daranno vita a “gesti eclatanti” per coinvolgere il maggior numero di studenti in quella che vuole essere “una vera e propria lotta contro l’ingerenza del pontefice nelle istituzioni italiane”.
Clima di mobilitazione anche tra i docenti. Andrea Frova, docente di Fisica generale, è tra coloro che hanno partecipato alla stesura della lettera: “L’invito è una scelta inopportuna e vergognosa e non è sufficiente che il Papa non tenga più la lectio magistralis, come avevano deciso all’inizio. È solo un maquillage fatto anche piuttosto male. Si tratta di un capo di stato straniero ed inoltre il capo della Chiesa cattolica. E noi che abbiamo dedicato tutta la vita alla scienza non ci sentiamo di ascoltare, a casa nostra, una voce autorevole che condanna di nuovo Galileo”. Un altro dei firmatari più attivi è Carlo Cosmelli, docente di Fisica: “Le accuse anti-scienza che il Papa ha lanciato da cardinale le ha ribadite anche nella sua ultima enciclica. Lui è convinto che, quando la verità scientifica entra in contrasto con la verità rivelata, la prima deve fermarsi. Una cosa del genere in una comunità scientifica non può essere accettata”.
Stamane è morto il più grande e dolce papà del movimento omosessuale italiano.....
Massimo Consoli era il papà di tutt* noi....
un guerriero anarchico che non ha mai smesso di lottare contro tutto e tutt* per trasmettere quella libertà che pochissim* riescono a sfiorare dentro di sè....
Massimo ci manchi tantissimo....
la tua lotta continuerà a vivere dentro noi...
te lo promettiamo...
con le lacrime agli occhi....
un bacio dolcissimo....
Vomito Arcobaleno
Massimo Consoli era il papà di tutt* noi....
un guerriero anarchico che non ha mai smesso di lottare contro tutto e tutt* per trasmettere quella libertà che pochissim* riescono a sfiorare dentro di sè....
Massimo ci manchi tantissimo....
la tua lotta continuerà a vivere dentro noi...
te lo promettiamo...
con le lacrime agli occhi....
un bacio dolcissimo....
Vomito Arcobaleno
ALL' UNA E CINQUANTA DI QUESTA NOTTE E' MORTO MASSIMO
CONSOLI...............
Non una persona qualunque, non un politico che si fa solo i cazzi e
gli interessi suoi....
ma MASSIMO CONSOLI....
mi scendono le lacrime e non riesco a scrivere altro...
Non ha neppure senso scrivere altro....
questa perdita e' assolutamente incolmabile..
non me ne faro' una ragione...
certe cose non dovrebbero mai succedere...
ci sono persone che e' necessario che siano immortali, per il bene
del genere umano....
Helena
CONSOLI...............
Non una persona qualunque, non un politico che si fa solo i cazzi e
gli interessi suoi....
ma MASSIMO CONSOLI....
mi scendono le lacrime e non riesco a scrivere altro...
Non ha neppure senso scrivere altro....
questa perdita e' assolutamente incolmabile..
non me ne faro' una ragione...
certe cose non dovrebbero mai succedere...
ci sono persone che e' necessario che siano immortali, per il bene
del genere umano....
Helena
SABATO 27 OTTOBRE 07
SESSO DAY
ManifestaAzione / Festa / Spettacolo per la Libertà Sessuale
dalle ore 21 in poi
GENDER - via Faleria 9 - ROMA
Una notte di festa, sesso, spettacoli, installazioni d'arte, interventi di artisti, politici e intellettuali in difesa della libertà sessuale in Italia.
La serata si apre alle ore 21 con una conferenza/spettacolo di Klaus Mondrian (direttore artistico del Gender) dal titolo 'KOITO INTERROTTO DA UN GIUDICE ovvero CONDOM E CONDOMINIO', una requisitoria precisa e documentata che smonta le accuse dei giudici dimostrando l'intento repressivo e discriminatorio delle sentenze anti-Gender, anti-Degrado, anti-sesso, anti-transgender!
Il pubblico verrà a conoscenza di particolari inquietanti che vengono rivelati per la prima volta.
La festa si tiene al Gender, lo storico locale transgender di San Giovanni (ex sede del comitato Rutelli Sindaco), che rischia la chiusura perché un giudice ritiene che 'offende la decenza e il buon nome del fabbricato'Š'i frequentatori del locale hanno abitudini diverse dai condomini'Š.'vengono compiuti atti contrari al buon costume'Š.'trattasi di industria insalubre vietata dal regolamento condominiale'!!!
Poiché viviamo in uno stato laico e la libera sessualità è una gioia cui non rinunceremo e che da anni è una nostra rivendicazione, invitiamo tutte le persone (transgender e non) che tengono alla affermazione di questo diritto garantito dagli articoli 2 e 3 della Costituzione a partecipare creativamente alla manifestazione del 27 ottobre.
Peraltro anche il Degrado, locale gemello del Gender, è stato chiuso di forza 6 mesi fa con accuse inverosimili che il Tribunale della Libertà ha ritenuto non essere convalidate da nessuna prova.
Contro questa costruzione della verità che tende a sfiancare la lotta per l'affermazione di una libertà e autodeterminazione sessuale dei cittadini italiani, invitiamo tutti a partecipare all'evento e a diffonderne la notizia.
Durante l'evento si concluderà la raccolta di firme indirizzate al Presidente della Repubblica per il rispetto degli articolo 2 e 3 della Costituzione che tutelano le libertà dei cittadini, come recentemente affermato dalla Corte di Cassazione in materia di sessualità!
SABATO 27 OTTOBRE 07 / GENDER / VIA FALERIA 9 RM / DALLE 21 ALLE 5
SESSO DAY
ManifestaAzione / Festa / Spettacolo per la Libertà Sessuale
dalle ore 21 in poi
GENDER - via Faleria 9 - ROMA
Una notte di festa, sesso, spettacoli, installazioni d'arte, interventi di artisti, politici e intellettuali in difesa della libertà sessuale in Italia.
La serata si apre alle ore 21 con una conferenza/spettacolo di Klaus Mondrian (direttore artistico del Gender) dal titolo 'KOITO INTERROTTO DA UN GIUDICE ovvero CONDOM E CONDOMINIO', una requisitoria precisa e documentata che smonta le accuse dei giudici dimostrando l'intento repressivo e discriminatorio delle sentenze anti-Gender, anti-Degrado, anti-sesso, anti-transgender!
Il pubblico verrà a conoscenza di particolari inquietanti che vengono rivelati per la prima volta.
La festa si tiene al Gender, lo storico locale transgender di San Giovanni (ex sede del comitato Rutelli Sindaco), che rischia la chiusura perché un giudice ritiene che 'offende la decenza e il buon nome del fabbricato'Š'i frequentatori del locale hanno abitudini diverse dai condomini'Š.'vengono compiuti atti contrari al buon costume'Š.'trattasi di industria insalubre vietata dal regolamento condominiale'!!!
Poiché viviamo in uno stato laico e la libera sessualità è una gioia cui non rinunceremo e che da anni è una nostra rivendicazione, invitiamo tutte le persone (transgender e non) che tengono alla affermazione di questo diritto garantito dagli articoli 2 e 3 della Costituzione a partecipare creativamente alla manifestazione del 27 ottobre.
Peraltro anche il Degrado, locale gemello del Gender, è stato chiuso di forza 6 mesi fa con accuse inverosimili che il Tribunale della Libertà ha ritenuto non essere convalidate da nessuna prova.
Contro questa costruzione della verità che tende a sfiancare la lotta per l'affermazione di una libertà e autodeterminazione sessuale dei cittadini italiani, invitiamo tutti a partecipare all'evento e a diffonderne la notizia.
Durante l'evento si concluderà la raccolta di firme indirizzate al Presidente della Repubblica per il rispetto degli articolo 2 e 3 della Costituzione che tutelano le libertà dei cittadini, come recentemente affermato dalla Corte di Cassazione in materia di sessualità!
SABATO 27 OTTOBRE 07 / GENDER / VIA FALERIA 9 RM / DALLE 21 ALLE 5
Firma, gira la mail, rispedisci a klausmondrian@alice.it Grazie!
APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Contro la
CHIUSURA DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE GENDER (art. 18 della Costituzione) e per la LIBERTA' SESSUALE DEI CITTADINI (art. 3 della Costituzione)
I sottoscritti soci e sostenitori dell'Associazione Culturale 'Gender' di via Faleria 9 in Roma, per i motivi qui elencati, chiedono con la presente la sospensione del provvedimento del Tribunale Civile di Roma che ha disposto l'immediata cessazione delle 'attività' del Gender che dal 1998 sono tese a promuovere la socialità e l'integrazione delle persone transgender contro ogni discriminazione di legge, ogni discriminazione sociale, per una Repubblica che tuteli il pensiero e l'orientamento sessuale di ogni cittadino/a, sia esso eterosessuale, omosessuale, transgender.
L'Associazione Culturale Gender ha presentato ricorso alla Corte di Appello di Roma ma qui denuncia l'uso di argomentazioni chiaramente discriminatorie e moralistiche a supporto decisivo di una sentenza giudiziaria.
1) Le Associazioni Culturali sono garantite dall'art 18 della Costituzione che recita: "I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale". Poiché il Gender non esercita né un'attività illegale né segreta ma favorisce per statuto la libertà sessuale e la socialità delle persone transgender, una sua chiusura forzata ad opera dell'autorità giudiziaria si configurerebbe come un grave attentato contro la stessa Costituzione della Repubblica Italiana che peraltro condanna ogni discriminazione su base sessuale all'art. 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
2) Il Giudice Anna Mauro ha emesso questa sentenza senza MAI SENTIRE UNA SOLA VOLTA in 5 anni né il Presidente né alcun socio del Gender. Se ci avesse ascoltato avrebbe scoperto, tra le tante cose non vere, che i condomini hanno reso a Lei falsa testimonianza a fini diffamatori e discriminatori: a) dichiarando che il Gender era aperto tutti i giorni tranne la domenica (invece tutti potranno testimoniare in appello che in questi 5 anni è stato aperto solo 3 giorni a settimana), b) dichiarando a fini diffamatori che i soci del Gender usavano l'androne del palazzo di via Faleria 13 per "urinare, vomitare, lasciare preservativi usati e persino per cambiarsi di abiti" (non si capisce veramente come dal momento che il Gender ha un'entrata completamente indipendente e distante dal portore del condominio, né i soci ovviamente hanno le chiavi di quel portone, né ovviamente si può pensare che quel portone venisse aperto loro dagli stessi condomini denuncianti).
3) Il Giudice Anna Mauro incentra la sua sentenza non tanto sui rumori del locale (che il suo stesso Ctu aveva definito solo 'poco al di sopra' del normale) ma su vere e proprie discriminazioni sessuali in quanto scrive che il Gender turba la "decenza e il buon nome del fabbricato" (dunque accusando di fatto i suoi frequentatori di essere 'indecenti'), aggiungendo poi che il locale "lede la tranquillità di chi ha abitudini di vita diverse dai frequentatori del locale" (riteniamo che un Giudice della Repubblica non possa emettere giudizi morali relativi alle abitudini di vita di una persona; sia transgender o sia un 'normale' condomino ognuno è uguale di fronte alla legge e di fronte allo STATO LAICO ITALIANO CHE NON E' UNO STATO RELIGIOSO O MORALE!).
4) Il Giudice Anna Mauro chiede la chiusura del Gender adducendo giudizi che appaiono vistosamente razzisti come quando scrive che nel locale "venivano compiuti atti contrari alla decenza e al buon costume" dimenticando che il Gender è un luogo privato (e non pubblico) e che il reato di buon costume si riferisce semmai ai luoghi pubblici e, ormai, è depenalizzato persino per chi fa sesso in macchina!, figuriamoci per chi agisce in un luogo privato a tutti gli effetti quale è una associazione culturale che può paragonarsi nel diritto ad una abitazione privata.
Per queste ragioni Le comunichiamo, in quanto massimo garante della Costituzione, il nostro rispetto per il lavoro dei giudici quando sia limitato ai fatti, ma il nostro dissenso totale laddove un Giudice voglia sostenere la sua condanna con pesanti giudizi morali che sono fuori dalle sue prerogative e che alimentano di fatto la discriminazione sessuale che un recentissimo pronunciamento della Corte di Cassazione invece bandisce laddove la Suprema Corte scrive, proprio a proposito di libertà sessuale e omosessualità: "la libertà sessuale va intesa come libertà di vivere senza condizionamenti e restrizioni le proprie preferenze, espressione del diritto alla realizzazione della propria personalità, tutelato dall'art. 2 della Costituzione".
FIRMA: ___________________________Tel:__________________E-mail__________________________
APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Contro la
CHIUSURA DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE GENDER (art. 18 della Costituzione) e per la LIBERTA' SESSUALE DEI CITTADINI (art. 3 della Costituzione)
I sottoscritti soci e sostenitori dell'Associazione Culturale 'Gender' di via Faleria 9 in Roma, per i motivi qui elencati, chiedono con la presente la sospensione del provvedimento del Tribunale Civile di Roma che ha disposto l'immediata cessazione delle 'attività' del Gender che dal 1998 sono tese a promuovere la socialità e l'integrazione delle persone transgender contro ogni discriminazione di legge, ogni discriminazione sociale, per una Repubblica che tuteli il pensiero e l'orientamento sessuale di ogni cittadino/a, sia esso eterosessuale, omosessuale, transgender.
L'Associazione Culturale Gender ha presentato ricorso alla Corte di Appello di Roma ma qui denuncia l'uso di argomentazioni chiaramente discriminatorie e moralistiche a supporto decisivo di una sentenza giudiziaria.
1) Le Associazioni Culturali sono garantite dall'art 18 della Costituzione che recita: "I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale". Poiché il Gender non esercita né un'attività illegale né segreta ma favorisce per statuto la libertà sessuale e la socialità delle persone transgender, una sua chiusura forzata ad opera dell'autorità giudiziaria si configurerebbe come un grave attentato contro la stessa Costituzione della Repubblica Italiana che peraltro condanna ogni discriminazione su base sessuale all'art. 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
2) Il Giudice Anna Mauro ha emesso questa sentenza senza MAI SENTIRE UNA SOLA VOLTA in 5 anni né il Presidente né alcun socio del Gender. Se ci avesse ascoltato avrebbe scoperto, tra le tante cose non vere, che i condomini hanno reso a Lei falsa testimonianza a fini diffamatori e discriminatori: a) dichiarando che il Gender era aperto tutti i giorni tranne la domenica (invece tutti potranno testimoniare in appello che in questi 5 anni è stato aperto solo 3 giorni a settimana), b) dichiarando a fini diffamatori che i soci del Gender usavano l'androne del palazzo di via Faleria 13 per "urinare, vomitare, lasciare preservativi usati e persino per cambiarsi di abiti" (non si capisce veramente come dal momento che il Gender ha un'entrata completamente indipendente e distante dal portore del condominio, né i soci ovviamente hanno le chiavi di quel portone, né ovviamente si può pensare che quel portone venisse aperto loro dagli stessi condomini denuncianti).
3) Il Giudice Anna Mauro incentra la sua sentenza non tanto sui rumori del locale (che il suo stesso Ctu aveva definito solo 'poco al di sopra' del normale) ma su vere e proprie discriminazioni sessuali in quanto scrive che il Gender turba la "decenza e il buon nome del fabbricato" (dunque accusando di fatto i suoi frequentatori di essere 'indecenti'), aggiungendo poi che il locale "lede la tranquillità di chi ha abitudini di vita diverse dai frequentatori del locale" (riteniamo che un Giudice della Repubblica non possa emettere giudizi morali relativi alle abitudini di vita di una persona; sia transgender o sia un 'normale' condomino ognuno è uguale di fronte alla legge e di fronte allo STATO LAICO ITALIANO CHE NON E' UNO STATO RELIGIOSO O MORALE!).
4) Il Giudice Anna Mauro chiede la chiusura del Gender adducendo giudizi che appaiono vistosamente razzisti come quando scrive che nel locale "venivano compiuti atti contrari alla decenza e al buon costume" dimenticando che il Gender è un luogo privato (e non pubblico) e che il reato di buon costume si riferisce semmai ai luoghi pubblici e, ormai, è depenalizzato persino per chi fa sesso in macchina!, figuriamoci per chi agisce in un luogo privato a tutti gli effetti quale è una associazione culturale che può paragonarsi nel diritto ad una abitazione privata.
Per queste ragioni Le comunichiamo, in quanto massimo garante della Costituzione, il nostro rispetto per il lavoro dei giudici quando sia limitato ai fatti, ma il nostro dissenso totale laddove un Giudice voglia sostenere la sua condanna con pesanti giudizi morali che sono fuori dalle sue prerogative e che alimentano di fatto la discriminazione sessuale che un recentissimo pronunciamento della Corte di Cassazione invece bandisce laddove la Suprema Corte scrive, proprio a proposito di libertà sessuale e omosessualità: "la libertà sessuale va intesa come libertà di vivere senza condizionamenti e restrizioni le proprie preferenze, espressione del diritto alla realizzazione della propria personalità, tutelato dall'art. 2 della Costituzione".
FIRMA: ___________________________Tel:__________________E-mail__________________________
Milano - Sgomberato lo storico centro sociale Orso
Questa mattina un centinaio di uomini delle Forze
dell'ordine in tenuta antisommossa tra carabinieri e
polizia hanno consentito l'esecuzione dello sfratto
dell'ufficiale giudiziario.
Milano, 11 ottobre 2006 - Si è concluso senza
incidenti, intorno alle 9,40 di questa mattina lo
sgombero del centro sociale 'Orso' in via Emilio Gola.
Questa mattina un centinaio di uomini delle Forze
dell'ordine in tenuta antisommossa tra carabinieri e
polizia hanno consentito l'esecuzione dello sfratto
dello storico centro sociale da parte dell'ufficiale
giudiziario.
Una cinquantina di ragazzi appartenenti al centro
sociale hanno però fatto resistenza passiva per
ritardare le operazioni.
-commento di una compagna:
La destra della Moratti come la sinistra di Walter e
poco lontana la Bologna di Cofferati. Destra e
sinistra uniti nella lotta contro ogni forma di
autodeterminazionie, contro ogni azione e lotta che
non passi per l'istituzionalizzazione e le forme
burocratesi di controllo organizzato. Viva la
legalità; se vuoi gestirti uno spazio basta che fondi
una Onlus, prendi i soldi dal comune e pure gli
spazi...'e a fasi fottere l'indipendenza. E' questo
che vogliono, vogliono che tutto passi per le loro
mani, i loro voti e le loro banche.
-E così è stata chiusa anche la storia del centro
sociale di Davide... Occupato proprio nell'Ottobre di
5 anni fa dopo gli sgomberin Gola 8/10 ed in Lagrange.
Sono terminate le operazioni di sgombero dello storico
centro sociale milanese Orso, in via Emilio Gola, in
zona Navigli. Le forze dell'ordine hanno consegnato la
struttura all'ufficiale giudiziario e alla proprieta',
che ora sigilleranno gli ingressi. Lo sgombero si e'
concluso senza disordini di rilievo.
-Sgombero ormai eseguito.
Per ora nessuna carica, nessuno scontro.
All'interno non c'è più nessuno, salvo la polizia che
ispeziona lo stabile.
I compagni stazionano all'esterno.
La demolizione è prevista in giornata.
fonte: Radio Onda d'Urto (diretta telefonica da Via
Gola)
Questa mattina un centinaio di uomini delle Forze
dell'ordine in tenuta antisommossa tra carabinieri e
polizia hanno consentito l'esecuzione dello sfratto
dell'ufficiale giudiziario.
Milano, 11 ottobre 2006 - Si è concluso senza
incidenti, intorno alle 9,40 di questa mattina lo
sgombero del centro sociale 'Orso' in via Emilio Gola.
Questa mattina un centinaio di uomini delle Forze
dell'ordine in tenuta antisommossa tra carabinieri e
polizia hanno consentito l'esecuzione dello sfratto
dello storico centro sociale da parte dell'ufficiale
giudiziario.
Una cinquantina di ragazzi appartenenti al centro
sociale hanno però fatto resistenza passiva per
ritardare le operazioni.
-commento di una compagna:
La destra della Moratti come la sinistra di Walter e
poco lontana la Bologna di Cofferati. Destra e
sinistra uniti nella lotta contro ogni forma di
autodeterminazionie, contro ogni azione e lotta che
non passi per l'istituzionalizzazione e le forme
burocratesi di controllo organizzato. Viva la
legalità; se vuoi gestirti uno spazio basta che fondi
una Onlus, prendi i soldi dal comune e pure gli
spazi...'e a fasi fottere l'indipendenza. E' questo
che vogliono, vogliono che tutto passi per le loro
mani, i loro voti e le loro banche.
-E così è stata chiusa anche la storia del centro
sociale di Davide... Occupato proprio nell'Ottobre di
5 anni fa dopo gli sgomberin Gola 8/10 ed in Lagrange.
Sono terminate le operazioni di sgombero dello storico
centro sociale milanese Orso, in via Emilio Gola, in
zona Navigli. Le forze dell'ordine hanno consegnato la
struttura all'ufficiale giudiziario e alla proprieta',
che ora sigilleranno gli ingressi. Lo sgombero si e'
concluso senza disordini di rilievo.
-Sgombero ormai eseguito.
Per ora nessuna carica, nessuno scontro.
All'interno non c'è più nessuno, salvo la polizia che
ispeziona lo stabile.
I compagni stazionano all'esterno.
La demolizione è prevista in giornata.
fonte: Radio Onda d'Urto (diretta telefonica da Via
Gola)
SGOMBERO DELL'ORSO
OFFICINA DELLA RESISTENZA SOCIALE MILANO
PER DOMANI 11 OTTOBRE E' STATO CONFERMATO LO SGOMBERO
DELL'OFFICINA DELLA RESISTENZA SOCIALE A MILANO IN VIA
GOLA 16.
DALLE MINACCE AI FATTI: DOMANI MATTINA IL QUARTIERE
TICINESE VERRA' INVASO DALLE FORZE DELL'ORDINE PER
"RESTITUIRE" UN PEZZO DI CITTA' AGLI SPECULATORI ED AI
PALAZZINARI.
SGOMBERANDO L'ORSO VORREBBERO CANCELLARE IL NOSTRO
PERCORSO DI LOTTA E DI MILITANZA PER FINALMENTE
RIPORTARCI NELLE SCHIERA DI CHI OBBIDISCE E NON SI
RIBELLA.
MA E'ILLUSIONE... CI RITROVERRANNO NELLE STRADE.
NESSUN AGGRESSIONE SENZA RISPOSTA
NON UN PASSO INDIETRO
MARTEDI 10 OTTOBRE ORE 21 ASSEMBLEA IN VIA GOLA 16
MERCOLEDI 11 OTTOBRE ORE 600 PRESIDIO DAVANTI ALL'ORSO
OFFICINA DELLA RESISTENZA SOCIALE MILANO
PER DOMANI 11 OTTOBRE E' STATO CONFERMATO LO SGOMBERO
DELL'OFFICINA DELLA RESISTENZA SOCIALE A MILANO IN VIA
GOLA 16.
DALLE MINACCE AI FATTI: DOMANI MATTINA IL QUARTIERE
TICINESE VERRA' INVASO DALLE FORZE DELL'ORDINE PER
"RESTITUIRE" UN PEZZO DI CITTA' AGLI SPECULATORI ED AI
PALAZZINARI.
SGOMBERANDO L'ORSO VORREBBERO CANCELLARE IL NOSTRO
PERCORSO DI LOTTA E DI MILITANZA PER FINALMENTE
RIPORTARCI NELLE SCHIERA DI CHI OBBIDISCE E NON SI
RIBELLA.
MA E'ILLUSIONE... CI RITROVERRANNO NELLE STRADE.
NESSUN AGGRESSIONE SENZA RISPOSTA
NON UN PASSO INDIETRO
MARTEDI 10 OTTOBRE ORE 21 ASSEMBLEA IN VIA GOLA 16
MERCOLEDI 11 OTTOBRE ORE 600 PRESIDIO DAVANTI ALL'ORSO